Venerdì 12 giugno, a Legnano, si terrà “Traiettorie”, un evento aperto alla cittadinanza per raccontare non solo il tema delle migrazioni, ma anche il modello di accoglienza e integrazione costruito sul territorio.
Dalle 17 alle 22, nella piazza dietro la stazione di Legnano, il pubblico potrà partecipare a una serata fatta di musica dal vivo, laboratori dedicati al tema del viaggio e mostre fotografiche che raccontano i percorsi di inclusione sociale di bambini, donne e adulti accolti nei progetti del SAI – Sistema di Accoglienza e Integrazione – del territorio. Un focus particolare grazie alla mostra di Mohammed Abu Khammash sulla palestina.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Comune di Legnano, Fondazione Somaschi ETS, Cooperativa Intrecci e Cielo e Terra.
Il titolo scelto per l’evento è “Traiettorie. Viaggi, storie, persone”.
La traiettoria è quella linea che resta quando il punto non è più dove era. È la memoria del suo passaggio. È la strada che prende forma solo mentre viene percorsa. Non è mai una linea retta: è un arco che devia, si spezza, riprende. È disegnata da confini, da mari attraversati, da deserti, da città che respingono o accolgono.
Così, la traiettoria delle migrazioni non è soltanto una curva nello spazio geografico. È una linea tracciata nel tempo, che unisce origine e approdo, perdita e possibilità, il desiderio condiviso di futuro, la necessità di sopravvivere, la speranza di restare interi pur cambiando luogo.
Le “traiettorie” di chi parte e di chi arriva disegnano storie complesse di vita, trasformazione, sradicamento e accoglienza. Queste narrazioni, rivelano percorsi personali profondi: i racconti non si limitano al viaggio, ma esplorano l’attesa nei centri lungo la rotta, il limbo burocratico all’arrivo e il desiderio di possibilità di ricostruirsi un futuro. Il viaggio non termina con l’arrivo in Italia: continua nell’apprendimento di una lingua nuova e della ricerca di uno spazio in cui riconoscersi.
Le traiettorie non sono solo geografiche, ma sono anche identitarie: trasformano chi parte e chi accoglie.
Ogni fotografia è un punto in movimento: una storia che continua a scriversi.


