In Casa Primula sono arrivati nuovi colori, nuove forme e nuove storie da raccontare. Francesca, artista conosciuta come Aretè, ha donato il suo tempo e il suo talento realizzando decorazioni sulle pareti della comunità mamma bambino, trasformando gli spazi appena ristrutturati in luoghi ancora più accoglienti e vivi. Un gesto semplice e prezioso, nato da un incontro spontaneo.
«Il mio incontro con Casa Primula è stato improvviso e del tutto naturale», racconta Francesca. «Ho conosciuto questa realtà grazie a un’amica che lavora lì da tempo e che ha visto nel mio lavoro un’opportunità per dare colore e anima ai nuovi spazi».
ARETÈ, il nome della sua attività, nasce dalla convinzione profonda che l’arte abbia il potere di parlare a ciascuno in modo diverso. Attraverso i colori e le forme, l’arte può dare nuova vita agli spazi e accendere qualcosa dentro chi li attraversa.


«Ciò che potevo donare a questa comunità era semplicemente questo: un po’ di colore, per ritrovare sogni perduti o per portare un po’ di luce nel buio».
Oggi le pareti di Casa Primula raccontano storie e parlano di condivisione. «Questa esperienza mi ha ricordato che i sogni non scompaiono mai davvero: a volte hanno solo bisogno di un po’ di luce per tornare a fiorire».
Il dono più grande, per Francesca, è stato il senso di comunità: l’incontro con persone dalle storie diverse, segnate da fatiche ma anche da grande forza, coraggio e sorrisi.
«Sono tornata a casa con tanto amore e ho cercato di lasciarne altrettanto su quelle pareti».
Grazie Francesca, per aver portato colore, luce e bellezza in Casa Primula.

